L'azienda agricola, che oggi si sviluppa sui 20 ettari del Podere Monti, 5 ettari della Pietra del Diavolo e un ettaro alla Croce di Febo, ha una superficie coltivata a vigneto specializzato di poco più di 2 ettari.
Abbiamo scartato tutti i terreni troppo fertili, preferendo quelli galestrosi e con esposizione a Mezzogiorno e a Levante; le superfici residue sono coltivate a oliveti, seminativi e boschi.
Nei due ettari a vigneto coltiviamo essenzialmente Prugnolo gentile affiancato a vitigni internazionali come Syrah e Arinarnoi.
Abbiamo scelto un sesto d’impianto abbastanza largo, un classico 2,3 x 0,8 metri; perchè ci piace fare un vino elegante, senza correre verso concentrazioni estreme.
A tale scopo facciamo la potatura verde seguita da diradamenti consistenti, per restare su produzioni di 60-70 quintali per ettaro: ciò significa circa 1,3 chilogrammi di uva per ceppo.
Il sistema di allevamento è a cordone speronato con 25/35.000 gemme ad ettaro. Le operazioni colturali al vigneto sono eseguite con grande scrupolo direttamente dalla famiglia e seguendo i metodi della coltivazione biologica.

La nostra filosofia e di conseguenza i nostri sforzi sono volti a far crescere l’azienda non tanto in ampiezza quanto nella capacità di produrre il meglio. Solo così, siamo convinti, il territorio, può esprimere il suo carattere, dando una continuità al mondo contadino, che in Toscana più che in altre zone è la base di ogni produzione di qualità.

Croce di Febo
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Podere Monti
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Azienda Agricola Croce di Febo • Montepulciano • Siena • Toscana • Italia • Tel. +39 0578 799337 • info@crocedifebo.com




PERCHE’ "CROCE DI FEBO"

Croce di Febo, che identifica il podere, attuale sede dell’Azienda Agricola "Croce di Febo", non è una sigla né un riferimento alla mitologia greca, ma ha un’origine religiosa.
Attente ricerche hanno permesso di scoprire la vera storia di questa definizione. E’ così riemerso dall’oblio un personaggio, Baldassarre Audibert: un grande pellegrino, una figura particolare di predicatore., un penitente severissimo.
Della storia di Baldassarre sono state date varie versioni, ma quella più accreditata lo riconosce in un ufficiale napoleonico, venuto in Italia sul finire del XVIII secolo con un reparto della Grande Armeé. Audibert, disgustato dalle violenze perpetrate sulla popolazione italiana dai soldati francesi, si decise a disertare, trasformando il suo fucile in una croce e mettendosi al servizi dei poveri e dei bisognosi, come un moderno obiettore di coscienza.
Un originale predicatore, Baldassarre Audibert , viaggiava a piedi, senza fretta, per conoscere nuovi luoghi sacri, con numerose soste giornaliere di fronte a qualche tabernacolo, ad un’immagine religiosa o magari ad una cappella isolata ed anche per incontrare la gente più semplice e trasmetterle il suo messaggio di pace e di amore.
Baldassarre nel 1790 iniziò a visitare i luoghi santi dell’Italia, in primo luogo Roma; nel 1795 scelse di dirigersi verso la Toscana; il perché lo dice lui stesso: "... poi fui dal Signore ispirato a vedere i luoghi Sacri della Toscana, che ho in effetti veduti tutti".
Durante i suoi percorsi; innalzava croci con i simboli della Passione di Cristo in molti luoghi, in particolare agli incroci di strade rurali e di fronte ai poderi. Confortava gli umili ed i potenti e consigliava i giusti comportamenti. Il suo fascino era tale che influenzò grandi personalità, come Davide Lazzeretti, il "Profeta dell’Amiata" ed il Granduca di Toscana.
Audibert aveva individuato nella croce lo strumento simbolico per placare l’ira divina; queste croci furono chiamate Croci di Febo perché nella base incideva le iniziali “F.E.B.O.” che corrispondevano a “Fecit erigere Baldassarre Odibert” con il dittongo au italianizzato.
Nonostante molte croci abbiano subito nel tempo vari rimaneggiamenti o rimozioni, si può ricostruirne una comune tipologia: si tratta di una croce latina costituita da una struttura in legno e un basamento in sasso peperino. Tra i luoghi privilegiati da Audibert si annoverano le zone prossime a Monticchiello ed alla periferia di Montepulciano.